Ho una tenia emozionale. Mai abbastanza da mangiare. Anais Nin
Io sono la tua carne, la carne eletta del tuo spirito. Non potrai mai visitarmi nel giorno prima che il puro lavacro del sogno mi abbia incenerita per restituirmi a te in pagine di poesia, in sospiri di lunga attesa. Temo per il mio dolore, come se la tua dolcezza potesse farlo morire e privarmi così di quel paesaggio misterioso che sono i ricordi. Sono piena di riti e della logica dei ricordi che viene dopo, quando si affaccia alla mia vita il rendiconto della verità giornaliera, il sogno affogato nell’acqua. Sono misteriosa come tutti, ogni mio movimento è un miracolo e tu lo sai, ma il grande passo che io possa fare è venire da te (un viaggio infinito senza ristoro, forse un viaggio che mi porterebbe a morire perché io sono il canto e la lunga strada). Il canto muore, va a morire nelle viscere della terra perché io sono la misura del tuo grande spettacolo di uomo; sono lo spettatore vivo delle tue rimembranze ma anche l’insetto, l’animale che sogna e che divora. Prima della poesia viene la pace, un lago sempiterno e pieno sopra il quale non passa nulla, neanche un veliero; prima della poesia viene la morte, qualche cosa che balza e rimbalza sopra le acque; il lungo cammino di una folla di genio e di malizia che porta lontano, ma io e te siamo soli come se fossimo stati creati primi e per la prima volta; io e te siamo riemersi dal fango della folla e giornalmente tentiamo di rimanere soli in questa risma di carte che è il grande spettacolo dei vivi. Io e te siamo esangui, senza voglia di finire questo incantesimo. Incolori e indomiti, siamo soli nel limbo del nostro piacere perché io e te siamo pieni di amore carnale, io e te.
a Sergio Bagnoli, Alda Merini
Donne che odiano le donne. ecccchenoia!